Una verità sul Forex

Articolo di Eugenio Benetazzo. Link all’articolo originale.

La pubblicità è ormai dilagante, i banner sono dappertutto, persino all’interno di testate giornalistiche nazionali, la propaganda è degna della migliore scuola di marketing: sto parlando del forex e delle società finanziarie che propongono mirabolanti offerte economiche per l’apertura di un conto di trading per iniziare la negoziazione sulle valute internazionali e diventare in poco tempo milionario. Mi state scrivendo in migliaia ormai da mesi chiedendomi quale società sia preferibile, quali sono le tecniche migliori per aver successo, quali sono le piattaforme più stabili per effettuare gli eseguiti. Iniziamo subito per i non addetti ai lavori con lo spiegare che cos’è il forex: è un acronimo che deriva dalla fusione di foreign exchange, ovvero la compravendita di valuta estera.

Sostanzialmente per non farla troppo lunga, vi sono società finanziarie e broker online che oggi consentono di comprare o vendere, al rialzo e ribasso, un determinato cross valutario come se questo fosse un semplice titolo azionario quotato nella borsa italiana. Sta dilagando sul web attraverso discutibili bombardamenti pubblicitari che lo presenta come una fenomenale opportunità di investimento e speculazione finanziaria: mi piace in particolare quella di una ragazza interinale che di giorno fa la centralinista e la sera trada sul cross usd/jpy riuscendo a ricavare un extra stipendo di 700 euro al mese attraverso i profitti sul suo conto forex. Se uno crede ancora alle favole può aprire il suo conto personale e vedere che cosa succede dopo appena tre mesi ! La maggior parte delle persone non sanno che le opportunità fenomenali per guadagnare denaro non le hanno i piccoli risparmiatori che aprono un conto trading, ma casomai solo le società che propongono questi tipi di investimento, ovvero le forex company.

Gli spot pubblicitari basano tutto il loro appeal sulle caratteristiche di questo mercato: la sua straordinaria liquidità, la sua dimensione, l’impossibilità di manipolazione dello stesso da parte delle grandi banche commerciali e soprattutto dalle potenzialità della leva finanziaria (della serie potete investire cento avendo sul vostro conto solo cinque). In realtà l’aspetto determinante per chi si avvicina per la prima volta al forex è la mancata conoscenza dei meccanismi di funzionamento che governano la speculazione valutaria, oltre al fatto di non sapere che il forex è un mercato non regolamentato (over the counter in termini tecnici). Il dato principale tuttavia che non viene mai rivelato è una comoda percentuale, ovvero il 95%, che rappresenta il tasso di sopravvivenza finanziaria sul mercato forex ad un anno.

Questo dato indica che il 95% di coloro i quali hanno aperto un conto forex (soprattutto i miniaccount, quelli aperti con 100 o 500 euro) dopo un anno hanno perso completamente l’importo investito inizialmente, a seguito di perdite superiori ai profitti conseguiti. Le società che promuovono e pubblicizzano i loro servizi di trading sono perfettamente a conoscenza di questo dato ed è su questo che basano tutto il loro business. Queste società (solitamente ubicate in giurisdizioni dalla discutibile severità finanziaria) si configurano dal punto di vista operativo in “market maker” ovvero le stesse si sostituiscono al mercato attraverso una propria offerta di acquisto e di vendita della valuta allo stesso tempo, di fatto quindi replicando l’andamento del mercato sottostante. Pertanto quando voi comprate o vendete, ad esempio, il cross euro/dollaro, avete come controparte della vostra transazione un soggetto finanziario che si mette contro di voi, al pari di un casinò, pertanto il denaro che guadagnerete attraverso un’operazione sarà per loro un costo di esercizio, mentre la perdita che sosterrete rappresenterà per loro un profitto.

Se prestate attenzione inoltre tutte le proposte di apertura di conto sono molto lusinghiere, arrivano infatti anche a riconoscervi un bonus monetario di alcune centinaia di euro, proprio come i casinò queste società sanno benissimo che la probabilità è tutta a loro favore, pertanto il deposito che verserete rappresenta per loro un profitto da incassare, si tratta solo di aspettare, è solo una questione di tempo. Con il forex si perde denaro facilmente perché chi si mette a tradare da neofita lo fa con un’ottica temporale di breve o brevissimo periodo, un’ora, quattro ore o qualche giorno: l’analisi tecnica classica ormai non serve più quasi a niente, soprattutto se consideriamo che la maggior parte degli scambi è implementata da algoritmi e processori matematici di calcolo.

Pertanto entrare in un mercato con risorse e mezzi limitati, senza una sistematica tecnica di trading, produce inesorabilmente a grandi perdite statisticamente quantificabili. Per fare un esempio calzante l’ingresso nel mercato forex nel breve e brevissimo termine assomiglia all’ingresso in un bar in cui si sta scatenando una rissa: la probabilità che prendiate un cazzotto in faccia, per quanto siate prudenti, è elevatissima. Il mio consiglio è unanime: se veramente siete bravi, operate solo nei mercati regolamentati, tradate le valute solo con i contratti futures, se e solo se avete una consistenza patrimoniale e una avversione al rischio veramente notevole. In tutti gli altri casi siete destinati inesorabilmente a perdere denaro con il tempo, soprattutto se utilizzate la leva finanziaria, che rappresenta la scorciatoia per la vostra rovina finanziaria.

Entrata perfetta su future DJEuroStoxx50

Anche il giorno 7 luglio la mia tecnica Ritracciamento Intraday ha permesso di effettuare un’ottima entrata sul future DJEuroStoxx50. Questo il resoconto del trade:

  • Spinta rialzista (con partenza da minimi intraday) avvenuta in due fasi molto nette come dimostrato dai picchi di volumi.
  • Rottura di resistenza e ingresso secondo le regole precise della mia tecnica (spiegata nel manuale operativo e nei corsi)
  • Preso profitto in modo prudenziale con +13 ticks.

In questo post ci tengo ad evidenziare come l’accelerazione dei volumi, misurabile tramite grafico con TF 2 minuti, sia decisamente marcata e raggiunga soglie da “fuorigiri”. Già da solo questo elemento sarebbe sufficiente per realizzare un entrata da cecchino!

Time Frame 2 minuti - Picchi di volume e accelerazione

Time Frame 2 minuti - Picchi di volume e accelerazione

Due trades da manuale su Future DJEuroStoxx50

Due trades da manuale, nel senso che ho utilizzato una tecnica spiegata nei corsi di formazione; ma da manuale anche perché erano perfetti nel modo in cui si sono presentati!

Non spiego eccessivi dettagli, ma la sostanza è questa:

  • discesa rapida e con grandi volumi;
  • rottura di due resistenze: qui c’è stata la prima possibilità di prendere profitto al rialzo sul ritracciamento, secondo la mia tecnica Swing Intraday;
  • salita (ritracciamento) con volumi in diminuzione (divergenza movimento-volumi): entrata short su segnale di continuazione ribassista.

Il risultato netto è stato di 8 ticks per il movimento rialzista e di 13 ticks per il movimento ribassista, per un totale di 21 ticks (210,00 euro per ogni contratto).

Capitali ridotti per grandi profitti – 2

Pubblico un aggiornamento del conto che sto utilizzando per fare trading discrezionale sul Forex. Una descrizione dettagliata è presente nel precedente articolo (clicca qui per visualizzarlo).

Ricordo solamente che il capitale di partenza al 03/09/2010 era di € 5.000,00 e che con l’ultimo trade chiuso questa mattina siamo arrivati a € 11.430,64 per una performance del +128,61% in meno di tre mesi! Il tempo richiesto per la gestione di questo conto è nell’ordine dei 30 minuti al giorno. Ovviamente all’aumentare del capitale cambiano le tecniche di gestione.

Forex

 

Trading a capitali ridotti: problemi e soluzioni

Come abbiamo visto nell’articolo precedente, le principali vittime della finanza sono i soggetti meno capitalizzati. Questi possono essere divisi in due gruppi:

  • Vittime del Sistema, in quanto investono il loro denaro seguendo i suggerimenti delle istituzioni finanziarie, le quali perseguono i propri interessi e non quelli del cliente.
  • Vittime di sé stessi, in quanto hanno cercato di emanciparsi dal Sistema investendo per conto proprio, ma del Sistema subiscono ugualmente le trappole.

Per entrambi i gruppi esiste una soluzione. Tuttavia, diciamo subito che i più svantaggiati sono quelli che appartengono al primo gruppo, in quanto la via d’uscita implica di prendere in mano personalmente la gestione delle proprie risorse, cosa che gli appartenenti al secondo gruppo già fanno. In tal senso occorre un cambiamento di approccio, o più semplicemente un cambiamento di pensiero. Bisogna cioè convincersi che la gestione migliore è quella individuale e che per raggiungere tale traguardo occorre un certo impegno in termini di studio. Ed è proprio lo studio che da un lato consente di evitare di rientrare nel secondo gruppo di vittime e dall’altro permette di uscirne qualora ci si accorga di farne parte.

Perché lo studio è così importante? La risposta è semplice: lo studio è il mezzo che consente di sviluppare la conoscenza e la conoscenza è il mezzo che consente di ottenere il successo nei mercati finanziari. Ed ecco che proprio alla base del percorso che porta al successo, il Sistema ha disseminato le proprie trappole più grosse e contemporaneamente ha costruito un business che consente di spillare ulteriore denaro ai provetti  del fai da te.

La trappola più grossa si può spiegare in questi termini: per cercare di prendere il denaro di chi non si affida più ai suggerimenti delle grosse istituzioni, è sufficiente fare in modo che le persone, di propria volontà, facciano ciò che le grosse istituzioni avrebbero suggerito. Come si raggiunge questo scopo? Fornendo informazioni e nozioni mirate tramite libri, articoli, corsi, fiere del trading e via dicendo. Una buona parte di queste nozioni sono poi fornite a pagamento ed ecco che il gioco della manipolazione-business è fatto.

Il singolo investitore o trader che decida di arrangiarsi, dovrà quindi fare un grande lavoro di selezione, al fine di non infarcirsi la testa di nozioni fasulle, fuorvianti, obsolete o semplicemente inutili. A questo ci si può arrivare da soli o tramite l’appoggio di un esterno, purché questo esterno sia qualificato, indipendente e che possa dimostrare di essere realmente capace di ottenere risultati. Ognuno sceglierà la sua strada, valutando pro e contro.

Il percorso formativo è quindi piuttosto lungo e insidioso e questo porta ad una notevole scrematura delle persone che arrivano fino in fondo. Se durante il percorso i traders si limitassero a studiare astenendosi dal compiere operazioni finanziarie, quei pochi che arrivano alla fine potrebbero finalmente trarre i frutti del loro impegno. Purtroppo, molti iniziano a investire e speculare prima di avere raggiunto adeguati livelli di conoscenza, fatto che preclude ulteriormente la possibilità di raggiungere la meta in quanto spesso si finiscono prematuramente le risorse economiche (perdite) e mentali (demotivazione).

Vedremo nel prossimo articolo come trasformare le trappole in opportunità nel trading a capitali ridotti.

Trading a capitali ridotti: introduzione

Se confrontiamo le possibilità di trading odierne con quelle di dieci anni fa, si nota immediatamente quanto oggi ci siano maggiori opportunità anche per chi dispone di capitali esigui. Si può dire senza alcun dubbio che l’industria del trading on line e della finanza in generale abbiano fatto un gran lavoro per reclutare polli sempre freschi da spennare!

Volendo fare una breve cronistoria, potremmo dire che in principio c’erano i lotti fissi che obbligavano all’acquisto di quantità minime di azioni. Con la bolla tecnologica del 2000, quando tutti volevano buttare i propri soldi in Borsa sperando di moltiplicarli, sono stati tolti i lotti minimi e hanno preso piede i covered warrant. Per rendere ancora più forte l’illusione che chiunque potesse arricchirsi (col fine invece di racimolare quanto più capitale possibile) è stata regalata anche al pensionato BOT dipendente la possibilità di operare con la leva finanziaria. Non si compravano più azioni: s’impegnavano dei margini, camuffando volutamente il sottostante. Questo processo è diventato col tempo sempre più vivo e fantasioso, al punto che è andata definendosi la famigerata “finanza creativa”, che consente a chiunque di dare i propri risparmi a società che investono in prodotti a volte non direttamente identificabili e i cui rendimenti sono dipendente da una pluralità di condizioni. Il risparmiatore non sa in cosa investe e non potrà mai capire le logiche del profitto o della perdita, mentre l’intermediario guadagna sempre perché incassa i costi di gestione indipendentemente dai risultati che consegue.

Nell’analizzare seppure sommariamente questo processo evolutivo della finanza, si può notare come la vittima più sofferente sia l’investitore, soprattutto quello medio – piccolo, che si avvale dei consigli della propria banca. Il grande investitore, proprio per l’ammontare dei capitali in gioco, può permettersi di pagare dei consulenti specializzati che, alcune volte, possono anche portare dei vantaggi alla gestione patrimoniale. Anche un piccolo investitore può avvalersi di un consulente esterno indipendente, ma spesso il costo supera il beneficio, senza contare che la motivazione del consulente è bassa per via delle ridotte poste in gioco. Se queste sono le vittime principali, i carnefici sono coloro che gestiscono i risparmi: le banche in primis, passando per ogni istituzione finanziaria che vive sfruttando il denaro altrui.

In questo scenario, un ruolo molto particolare è rivestito dai traders on line. In linea di massima sono vittime, ma è bene precisare che sono vittime di sé stessi. Questi soggetti hanno il merito di avere capito che la soluzione alla grande truffa della finanza contemporanea è quella di fare da sé. La molla che spinge i più è la seguente: “Perché far gestire il frutto del mio lavoro (il denaro) a soggetti che mi propongono rendimenti nulli o in alternativa procurano perdite costanti?”. Altri soggetti sono invece spinti dal desiderio dei facili guadagni, o più semplicemente dall’Avidità, la madre della speculazione di borsa e il motore dei mercati finanziari assieme alla sorella Paura. Il fai da te è sicuramente un’ottima soluzione, ma poiché l’industria del denaro non vuole rinunciare ai capitali di questi dissidenti, ha inventato nuovi prodotti anche per questi ultimi. Ecco quindi nuove trappole in un percorso che non ha mai fine.

A questo punto ci domandiamo: è possibile dire “Stop” a questo percorso? Fortunatamente è possibile, e la soluzione è più semplice di quanto possa sembrare. La soluzione è quel fattore che consente ai dissidenti di smettere di essere vittime di sé stesse e di prendere in mano il proprio destino. Nel prossimo articolo scopriremo qualcosa in più.

Capitali ridotti per grandi profitti

Come regola generale, maggiore è il capitale disponibile per il trading e maggiori sono i risultati che si possono ottenere. Tuttavia, bisogna tenere conto della sostanziale differenza che intercorre tra

  • risultato percentuale;
  • risultato in valore assoluto.

Con un capitale disponbile fino a circa 15.000 euro è necessario sfruttare al massimo le proprie risorse economiche per ottenere un un buon profitto su base annua. Questo implica che guadagnare 10.000 euro in un anno si traduce in una performance del 66,66%. La contropartita è un rischio decisamente elevato, un money management aggressivo, un’elevata rotazione del capitale e una notevole capacità di trading.

Con un capitale superiore ai 50.000 euro le cose cambiano parecchio. I soliti 10.000 euro di profitto si traducono in un rendimento percentuale del 20%: questo implica un’assunzione di minori rischi, la possibilità di selezionare maggiormente i propri trades e complissivamente una dose minore di stress.

La maggior parte dei traders e degli aspiranti tali non dispone tuttavia di simili risorse o non intende “metterle in gioco”. Normalmente quindi ci si imbatte in traders discrezionali che osano molto e di conseguenza perdono tanto.

Dal canto mio, ho voluto dimostrare che con adeguate conoscenze (e ovviamente l’esperienza che ormai nessuno mi può togliere), è possibile ottenere buoni profitti anche con capitali ridotti. Pubblico di seguito i risultati che ho ottenuto su un conto di 5.000 euro lavorando sul Forex in un periodo che va dal 03/09/2010 al 02/11/2010. In soli due mesi ho ottenuto una performance del 72,79%. Aggiungo che non ho dedicato a questo conto più di 30 minuti al giorno…

Risultati di due mesi di trading discrezionale

Risultati di due mesi di trading discrezionale

Le 6 regole della felicità finanziaria

La Felicità Finanziaria e’ molto importante.

Il regno del denaro non e’ mai stato democratico:
chi ha molto tende a volere di piu’ e a far
pagare caro il prestito dei suoi soldi.

Del resto tutti vogliono consumare e cosi’ abboccano.

Per questo risparmiare ed investire non e’ mai
stato cosi’ apparentemente difficile in Italia
e in tutto l’Occidente.

Il risparmio e’ minacciato dal consumo inutile
e finanziato, mentre l’investimento e’ circondato
dalla nebbia della comunicazione professionale.

Saro’ semplicissimo:

1 C’e’ tutta un’industria che non desidera che
voi possiate risparmiare in tranquillita’;

2 C’e’ tutta un’industria che non apprezza che
voi possiate investire in autonomia.

L’industria anti-risparmio ci finanzia qualunque
cosa (auto, moto, casa, mobili, vacanze etc etc)
purche’ non ci salti in mente di risparmiare.

L’industria anti-investimento ci fa sentire
incompetenti e a rischio, per convincerci che
e’ meglio affidare i nostri denari ai suoi funzionari.

Ci conviene? Vediamo insieme queste cosette:

1 Risparmiare si puo’ e si deve;
2 Gli automatismi sono vincenti;
3 Il tempo e’ il nostro alleato;
4 Il rischio e’ un mito pericoloso;
5 L’indipendenza si riconosce al tatto.
6 Semplice e’ bello e giusto.

E adesso vediamole una per volta:

1 Risparmiare si puo’ e si deve:
Ma e’ proprio cosi’ difficile risparmiare oggi?

Orazio, si proprio quello del Carpe Diem,
diceva che la sorgente della felicita’ sta
nel ridurre le esigenze inutili.

E se ne intendeva del tema.

La fonte della Felicita’ Finanziaria, e quindi
del risparmio che ne e’ la prima indispensabile
parte, sta nell’individuare e ridurre, o eliminare,
i ‘bisogni non gratificanti e inutili’.

Portatevi dietro un taccuino. Scriveteci
tutte le spese che fate ogni giorno, e questo
per un mese. Poi dopo i trenta giorni rileggete
con calma e decidete quali sono i nemici
del vostro risparmio.

E agite spietatamente.

2 Gli automatismi sono vincenti:

Fate tutto in automatico: risparmio ed investimento.
Come si dice in America: pay yourself first.

Decidete qual e’ la somma che potete destinare
al risparmio e all’investimento ogni mese,
e automatizzate questo versamento.

Praticamente datevi lo stipendio.

3 Il tempo e’ il nostro alleato:

Se riuscite a darvi una paga da 400 euro di
risparmio ogni mese, e investite questi denari
al 10% all’anno (al momento con i nostri servizi
premium state andando molto meglio di cosi’),
in 5 anni avete messo assieme un capitale
di 31.000 euro.

Sempre con questo ritmo, in 10 anni diventano
oltre 80.000, mentre in 20 anni esplodono a
quota 290.000, euro.

In 30 anni siete quasi milionari: 832.000 euro.

Ovviamente il metodo funziona con qualunque
somma riusciate a risparmiare. Non importa
quanto piccola e meglio se grande.

Nel corso degli anni potete e dovete
aumentare il vostro stipendio. Premiatevi.

Magari in proporzione a quanto siete stati bravi.

4 Il rischio e’ un mito pericoloso:

Cosa e’ rischioso negli investimenti e cosa
no? C’e’ il mito del rischio delle azioni e
il mito del non rischio di obbligazioni e immobili.

Tutte sciocchezze.

Il vero rischio e’ non fare nulla. Non risparmiare
e non investire. E nei piccoli esempi che vi ho fatto
sopra, avete anche sicuramente capito perche’.

L’altro mito e’ ‘diversificare’.

Warren Buffett, che ha dedicato una vita al
risparmio e all’investimento, diventando il
secondo uomo piu’ ricco al mondo dopo Gates,
e senza aver inventato la Microsoft,
una volta ha scritto che ‘La diversificazione
e’ la protezione dall’ignoranza. Ma non ha
senso se sapete quello che state facendo.’
Cioe’ se siete investitori intelligenti.

Quindi state lontani dal ‘capitale garantito’.

Il capitale non puo’ essere garantito
perche’ viene ridotto anno dopo anno dall’
inflazione. L’unica garanzia possibile
per il vostro capitale e’ il risparmio
e l’investimento intelligente. Quello che
deriva dal sapere come, perche’ e in cosa
state investendo il vostro denaro.

5 L’Indipendenza si riconosce al tatto.

E’ facile riconoscere chi e’ davvero Indipendente:
solo chi guadagna se voi fate profitti puo’
essere davvero interessato a consigliarvi bene.

Chi guadagna in ogni caso, indifferente ai
vostri profitti e alle vostre perdite,
non e’ il consigliere adatto a voi.

6 Semplice e’ bello e giusto.

Visto che era semplice? Solo i metodi semplici
di risparmio ed investimento funzionano sul serio.

Aggiungete al cocktail la vostra intelligenza e
la Felicita’ Finanziaria e’ a portata di mano.

Finalmente

Quanto scritto è tratto dalla newsletter di lunedì 26/07/10 del prof Carlà.

Crollo di Borsa 06 maggio 2010: panico, errore o manipolazione?

Si legge oggi sul sito di Repubblica:

“NEW YORK – Sono stati pochi minuti di puro panico, Wall Street è precipitata fino a sfiorare un meno 9% in una sola seduta. Una caduta senza rete, alla velocità della luce, fino a un’ora prima del termine delle contrattazioni. “E’ la Grecia, è la Grecia”, annunciavano impazziti i desk del trading di Borsa delle grandi banche e hedge fund. Si stava materializzando in quello squarcio di pomeriggio a Wall Street proprio quello che la Casa Bianca paventava da molte settimane: il contagio globale della sfiducia, lo spettro delle bancarotte sovrane a ripetizione. E’ la minaccia contro cui si era mobilitato Barack Obama in persona, a far pressione su Angela Merkel fino ai limiti dell’ingerenza, a lanciare il Fondo monetario internazionale in un eccezionale ruolo di supplenza dell’Unione europea. Un “aiutino”, cruciale nella dinamica concitata e assurda del pomeriggio da Apocalisse, lo ha dato un incredibile errore umano. Le autorità del Nasdaq indagano su possibili errori negli scambi, tra le 14.50 e le 15.00 locali. Un’altra versione accusa un trader della Citigroup: avrebbe scritto “miliardi” anziché milioni su un ordine di vendite, mandando in tilt il sistema. Di colpo ieri nel pomeriggio di New York il “computer trading” è scattato in una concatenazione micidiale, trasformando tante notizie disparate in una singola miscela ad elevato potenziale esplosivo. La rivolta di piazza ad Atene, le eterne riluttanze tedesche, i nuovi sussulti delle agenzie di rating sui debiti sovrani dei Pigs, più qualche delusione americana sul fronte dell’occupazione: tutto questo è stato introiettato e digerito da quei software informatici che governano le logiche d’investimento di Wall Street, programmi automatici che macinano migliaia di dati e ne estraggono in frazioni di secondo le indicazioni sulla direzione delle puntate speculative. E’ partito l’inferno”

E così su un report di ADVFN:

“E’ stato un vero e proprio tracollo quello accusato da Wall Street a poco più di un’ora dalla chiusura. Il Dow Jones è sceso fino a 9.870 punti, perdendo 1.000 punti dai massimi intraday (un calo di oltre 9 punti percentuali), recuperando tuttavia rapidamente buona parte di quelle perdite. Secondo alcune indiscrezioni, il crollo sarebbe stato determinato da un errore di digitazione (b – billion, miliardo, al posto di m – million, milione) da parte di un trader di Citigroup.”

Ma ci credete?

Ebbene, se fosse realmente come ci raccontano, non sarebbe successo quello che si è visto. Come può l’errore di battitura essere stato immesso contemporaneamente su ogni mercato mondiale, in ogni azione ed in ogni futures? Certo c’è l’effeto domino, ma non giustifica neppure in minima parte quel che è successo. Cose simili possono accadere (e accadono), ma interessano solo lo strumento finanziario in cui l’errore di immissione ordine è stato fatto.
Più verosimilmente è stata un’azione congiunta, organizzata e coordinata alla perfezione, per spazzare il mercato e comprare veramente in basso ciò che hanno fatto crollare.

Selezione dei trades

Ogni giorno il mercato offre molte opportunità per effettuare dei trades. La combinazione di più tecniche operative su più strumenti finanziari, magari su più time frames, rischia di mettere in imbarazzo da quante opportunità genera.
Tuttavia, i profitti costanti in borsa sono generati dalla semplicità e dalla selezione. Cosa significa questo concretamente?
Avere uno o due piani di trading ed entrare nel mercato solo quando si hanno le maggiori possibilità di prendere un profitto. Poco importa se facciamo un trade a settimana invece che cinque trades al giorno. L’importante è raggiungere gli obiettivi di profitto attesi.

Ieri per esempio, tra tutte le possibilità di trading che si sono verificate sul future DJ EuroStoxx 50, ne ho scelta solo una sul time frame a 30 minuti. Che dire… avrei potuto fare molto meglio, ma il mio obiettivo è stato raggiunto quindi va bene così!