Dow Jones Industrial (US30)

Non serve commentare…

Il portafoglio All Season di Ray Dalio

Ray Dalio (fondatore di Bridgewater Associates, uno dei maggiori Hedge fund del mondo), in un’intervista condotta da Anthony Robbins e pubblicata nel suo libro Soldi (ed. Bompiani, 2015), rivelò la distinzione più semplice e importante di tutte per un investimento profittevole, dai rischi contenuti e dal forte potenziale di ricapitalizzazione nel lungo periodo. Riporto una sintesi del libro citato con stralci dell’intervista.

Dalio afferma che ci sono solo quattro elementi fondamentali che muovono il prezzo dei beni:
1. inflazione;
2. deflazione;
3. aumento della crescita economica;
4. rallentamento della crescita economica.

Se ci sono quindi solo quattro potenziali condizioni o stagioni economiche, Ray dice che dovresti avere un 25% del tuo rischio in ciascuna di queste quattro categorie. E spiega: “So che ci sono condizioni buone e cattive per tutti i tipi di investimento. E so che nel corso della vita si troverà una situazione rovinosa per ciascuna di queste tipologie. È sempre andata così, storicamente.

Ecco perché chiama il suo approccio All Weather: perché ci sono quattro possibili stagioni nel mondo finanziario e nessuno sa davvero quale sarà la prossima. Con questo metodo, ogni stagione, ogni quadrante, è sempre coperto e tu sei sempre protetto. Ray spiega: “Immagino quattro portafogli, ciascuno con la stessa percentuale di rischio. Ciò significa che non sono esposto in nessuna condizione particolare.” È geniale. Non cerchiamo di predire il futuro, perché nessuno sa cosa riserva il futuro. Quello che sappiamo è che ci sono solo quattro possibili stagioni da affrontare. Usando questa strategia di investimento, possiamo sapere – non solo sperare – di essere protetti e di avere i nostri investimenti al sicuro e di ottenere buoni risultati qualunque sia la stagione che ci aspetta.

Bob Prince, codirettore degli investimenti alla Bridgewater, spiega il carattere unico dell’approccio All Weather: “Oggi possiamo strutturare un portafoglio che si comporterà bene nel 2022, anche se non possiamo assolutamente sapere come sarà il mondo nel 2022.”

Noi conosciamo le quattro stagioni potenziali, ma che tipo di investimento si comporterà bene in ciascuna situazione?” Ray rispose suddividendo gli investimenti in base alle stagioni. Ecco lo schema che aiuta la visualizzazione:

Ma qual’è la percentuale che investiresti in azioni? E in oro? E così via. Ray si è messo a tracciare il seguente schema.

Per prima cosa“, ha detto, “abbiamo bisogno di un 30% in azioni” (per esempio, S&P 500 o altri indici per diversificare questo paniere). All’inizio mi sembrava poco, ma bisogna tenere a mente che le azioni sono tre volte più rischiose dei titoli.

Poi ci vogliono titoli governativi a lunga scadenza: 15% a medio termine (da 7 a 10 anni) e 40% a lungo termine (20-25 anni).
Perché una percentuale così alta? “Perché questo contrasta la volatilità delle azioni”. Si trattava di equilibrare il rischio, non le quantità di denaro. E scegliendo titoli di lunga durata, questo investimento porterà un rendimento potenziale migliore.

Per concludere il nostro portafoglio, Ray suggerisce il 7,5% in oro e il 7,5% in materie prime . “Hai bisogno di una parte del portafoglio che si comporti bene se l’inflazione accelera, perciò ci vuole una percentuale in oro e in materie prime, che hanno alta volatilità. Perché ci sono situazioni in cui la rapida inflazione può danneggiare sia le azioni sia i titoli”.

Infine, il portafoglio deve essere riequilibrato nel tempo. Il che significa che quando un segmento va bene bisogna venderne una parte e ricollocare le quote come in origine. Questo dovrebbe essere fatto almeno una volta all’anno e, se viene fatto bene, può avere effetti fiscali positivi. Questa è una delle ragioni per cui consiglio di avere un consulente fiduciario che gestisca questo processo fondamentale e continuo.

Possiamo tranquillamente affermare che negli ultimi 100 anni circa abbiamo sperimentato ogni possibile condizione economica e parecchie sorprese, dalla Grande Depressione alla Grande Recessione con tutto quello che ci sta in mezzo. Com’è andato il portafoglio All Seasons?

Diamo un’occhiata alla performance durante quello che possiamo chiamare il “periodo moderno” – i trent’anni dal 1984 al 2013. Il portafoglio è stato più solido della roccia:

  • Rendimento medio annuale netto appena sotto al 10% (per l’esattezza, 9,72% al netto delle commissioni). È importante notare che questo è il rendimento reale, non una media gonfiata.
  • Avresti guadagnato nell’86% del tempo. Ciò significa, solo quattro anni negativi. La perdita media è solo dell’1,9% e in uno dei quattro anni è stata dello 0,03% (praticamente pari) – di fatto avresti perso soldi solo 3 anni su 30 .
  • L’anno peggiore (-3,93%) è stato il 2008 (quando lo S&P 500 ha perso il 37%!).
  • Investitori “secchioni”, attenzione! La deviazione standard è stata appena del 7,63%. Il che vuol dire rischio estremamente basso e bassa volatilità.

Perché abbiamo scelto il periodo moderno dal 1984? Questo è il periodo in cui molte persone sono diventate investitori e il mercato azionario non è più stato riservato a una élite. Per capirci, 40 anni fa non c’era la Rete. I primi telefoni “portatili” sono usciti nel 1984 – il Motorola DynaTac era un mattone beige che costava quasi 4000 dollari. L’abbonamento costava 50 dollari al mese e 50 centesimi al minuto, ma potevi parlare solo trenta minuti, poi la batteria si esauriva.

Ma non guardiamo solo i lati positivi. Guardiamo come il portafoglio ha resistito nei momenti peggiori: gli inverni dell’economia. Questa analisi è quella che nel settore si chiama “stress test”.

Se guardi quello che possiamo definire come il “periodo storico”, dal 1939 al 2013 (75 anni), vedrai questi dati sorprendenti. Nota che tornando indietro nel tempo abbiamo dovuto usare indici diversi perché alcuni indici non esistevano prima del 1983. Vedi alla fine del capitolo la spiegazione del metodo usato.

Andiamo ancora più indietro, fino al 1927, includendo il peggior decennio della nostra storia economica, la Grande Depressione:

Se una casa viene definita a prova di tempesta, l’unico modo per saperlo con sicurezza è sottoporla al test del tempo e alle peggiori intemperie. Qui sotto c’è uno schema che mostra le sette peggiori crisi dal 1935. Come vedi, il portafoglio All Seasons è rimasto positivo in due di questi sette inverni! E le perdite che ha subito sono state relativamente piccole in confronto al mercato azionario americano.

Mentre l’inverno prendeva tutti a calci nel sedere, questo portafoglio ti avrebbe consentito di passare la stagione fredda sciando e godendoti la cioccolata calda!

Se guardi come si sarebbe comportato il portafoglio All Seasons rispetto al mercato negli anni più recenti, la differenza è ancora più grande! Dal 1° gennaio 2000 al 31 marzo 2014, il portafoglio All Seasons ha stracciato i rendimenti del mercato (lo S&P 500). In questo arco di tempo, abbiamo assistito a ogni sorta di quelle che Ray chiama “sorprese”: il crollo della bolla tecnologica, la crisi del credito, la crisi del debito europeo e la più grave caduta dell’oro (che è sceso del 28% nel 2013) da oltre un decennio. Questo arco temporale include quello che gli esperti hanno definito il decennio perduto, in cui lo S&P 500 è rimasto fermo per dieci anni, dall’inizio del 2000 alla fine del 2009. Dai un’occhiata alla differenza di comportamenti illustrata nel grafico seguente:



Mi rendo conto che la difficoltà maggiore può essere capire concretamente quali prodotti finanziari specifici acquistare per replicare fedelmente il portafoglio di Ray Dalio. Per questo posso esserti utile io. Contattami se vuoi maggiori informazioni.

Impegno, emozioni e risultati

Le cose belle nella vita tendono a durare poco o rischiano di durare poco. A ben pensarci però questa affermazione può essere vera nella misura in cui le cose belle talvolta si danno per scontate. Quando ciò avviene, abbassiamo infatti le nostre attenzioni e il tutto rischia di svanire. Un giardino ha bisogno di essere curato ed annaffiato tutti i giorni se si vogliono avere delle belle piante. Non potremo pensare di avere l’affetto di una persona o di avere un bel giardino se non ci prenderemo cura di loro tutti i giorni.

Questo capita anche nel trading. I risultati nel lungo periodo sono infatti frutto delle attenzioni che noi dedicheremo allo studio maniacale e quotidiano di ogni dettaglio, dalla scelta degli strumenti finanziari alla compilazione della equity line a fine giornata, alle commissioni pagate, etc. in modo da ridurre i rischi nella nostra operatività. A mio modesto parere, però, il trading rimane comunque una attività sui generis. I nostri genitori ci hanno sempre insegnato che con lo studio e l’applicazione otterremo dei risultati nella vita. Questo ci viene insegnato dalla stessa scuola: se studi e ti applichi allora passerai l’esame ed otterrai un certificato che ti permetterà di lavorare (si spera) e di ottenere buoni risultati (si spera).

Ma secondo voi questo capita anche nel trading? A mio avviso no. Ho visto molte persone plurilaureate fallire in questa impresa. Nel 1998 il fondo Long Term Capital Management (LTCM) con una massa di 4 miliardi di dollari e gestito dai premi Nobel Merton e Scholes fallì rovinosamente e a memoria fu costretto a chiedere l’intervento della Federal Reserve, la Banca Centrale americana. Direi che l’assunto “ti applichi, studi ed otterrai dei risultati come trader o gestore” non vale un granché. Ma non pensiate che io stia asserendo che non applicandosi si possano ottenere comunque dei risultati soddisfacenti. Con lo studio si riducono semplicemente le probabilità di insuccesso in un ambito in cui la statistica è impietosa visto che il 90% di chi inizia muore (finanziariamente parlando) entro i primi dieci mesi di attività. Per il 10% rimanente sarà un paradiso, visto che quando si fa un lavoro che piace alla fine della nostra vita potremo dire, in fondo in fondo, di non aver mai lavorato un solo giorno. Non a caso vale un detto in Borsa che più o meno dice questo: la Borsa fa morire giovani. O perché si finiscono i soldi o perché se ne sono fatti abbastanza e si scappa via. 

Ma se è così difficile ottenere i risultati voluti con il trading, perché dedicarsi a questa attività? Brian Knuston, ordinario di neuroscienza a Stanford, sostiene che “il piacere sessuale, l’esaltazione delle droghe e l’atto di acquistare titoli dipendono dallo stesso network nervoso. Nel cervello scatta la guerra tra piacere e ansia”.  Ecco, forse la spiegazione sta tutte nelle emozioni… e infatti spesso sono loro che determinano se finiremo in rovina o se riusciremo ad entrare nell’olimpo di quella minoranza che porta via tutti i soldi agli altri.

La rabbia

La rabbia uccide. La rabbia consuma dentro. È l’inizio dell’autodistruzione.

La rabbia nasce dal fatto che IO voglio qualcosa e qualcuno mi impedisce di ottenerlo. O meglio, penso che qualcuno mi impedisca di ottenerlo. L’impossibilità di raggiungere il risultato può anche non dipendere da una persona specifica e il qualcuno potrebbe essere indefinito: il mercato, la burocrazia, ecc.; all’estremo opposto, se sono intriso di autocritica e di senso di responsabilità (o dovrei dire senso di colpa?), allora il qualcuno colpevole diventa Dio… o IO stesso. In mancanza di una persona “colpevole” del nostro insuccesso, Dio ed IO diventiamo i responsabili dell’insuccesso. Così la rabbia, il sentimento più distruttivo assieme all’odio, si ribalta contro Dio e contro me stesso. Tutta l’energia protesa a ottenere il risultato, si è trasformata appunto in rabbia e se non trova altre vie di sfogo, si canalizza contro l’elemento che riteniamo abbia distrutto la possibilità di realizzare il nostro desiderio. Il fine è di annientare l’elemento causa del fallimento e, se serve, distruggerlo anche fisicamente. Ed ecco che se penso di essere io stesso la causa, con i miei pensieri, stati d’animo, decisioni, azioni… allora sono io stesso a dover essere annientato e distrutto. È una forma di odio verso me stesso, odio verso la vita: l’incipit affinché il mio corpo si ribelli contro sé stesso, l’origine delle peggiori malattie autodistruttive, fisiche e psicologiche.

Pace, armonia, equilibrio sono le antitesi alla rabbia. Come svilupparle?

La via è nella consapevolezza, nell’osservazione: quindi, da dove nasce questa rabbia? Dove sto incanalando l’energia? Attenzione a non voler conoscere la rabbia solo per liberarsene: questo desiderio di liberazione, se fine a sé stesso, porta con sé una distinzione, una separazione. Si crea il dualismo che rabbia è male e assenza di rabbia è bene. È necessario andare oltre il dualismo: pace e rabbia convivono come due facce della stessa medaglia, dove la medaglia sono io. La rabbia è per sua natura un fenomeno reale e spontaneo, ma di breve durata: l’energia che fluisce l’ha provocata. Il vulcano ha bisogno di eruttare: la repressione, l’autocontrollo forsennato, lo sforzarsi di tenere dentro tutta quell’energia, fa solo aumentare la pressione; è la premessa per un esplosione dirompente. L’osservazione distaccata è sicuramente la via, ma ci si arriva per gradi: partire con essa pensando di padroneggiarla senza allenamento, equivale a tappare il cratere del vulcano. Se non sei capace di praticare l’osservazione distaccata, stai solo reprimendo le emozioni nell’inconscio.

Da dove iniziare quindi? Vivi ogni emozione che senti! Lascia andare la mente, abbandona lo sforzo di dover (o voler) controllare le emozioni, sia che le reputi positive che negative. Già questo è un giudizio, una separazione. Lasciati andare e fai uscire quel che senti. Solo così potrai riconoscere che questo sei Tu, che ti sei ritrovato in questo stato. Non giudicarti e non condannarti! La forza di queste emozioni si affievolirà da sola, spontaneamente: nessuna emozione dura in eterno. Siamo noi che ci attacchiamo ad essa e la ricreiamo con il nostro pensiero. Lo step successivo è quindi di evitare di alimentare con un circolo vizioso le emozioni. Come fare? Vivere le emozioni ed esprimerle non significa esternarle pubblicamente. Non ho detto di fare così. Se ti senti in collera, vivi questa emozione, ma vivila per conto tuo: piuttosto chiuditi in una stanza, picchia un cuscino, urla allo specchio; in ogni caso dev’essere qualcosa di totalmente privato, altrimenti non ci sarà mai fine. Se ti sfoghi con una persona e questa non è sufficientemente distaccata, crei un circolo vizioso. Le cose si muovono in cerchio, quello che dai ricevi, soprattutto a livello energetico. Ciò che serve è un’azione rapida e intensa in modo che l’energia possa sprigionarsi e dissiparsi: una passeggiata, una corsa, un allenamento… Trova la tua attività, la tua valvola di sfogo.

La tristezza è rabbia passiva e la rabbia è tristezza attiva. Se provi una, non provi l’altra: sono le due facce della stessa medaglia. Contemporaneamente, puoi provarne solo una delle due. Allenati a fluire dall’una all’altra. Così facendo ti abituerai a sperimentare la trascendenza, a diventare progressivamente il testimone imparziale, a osservare questi giochi e progressivamente ad andare al di là di entrambi. Se due energie opposte si equilibrano, allora si annullano. Questa è una delle leggi fondamentali delle energie interiori.

L’unico problema con le emozioni quali la tristezza, la rabbia, la disperazione, l’angoscia, l’ansia, l’infelicità è che te ne vuoi liberare anziché conviverci. Sono le sfide della vita: accettale! Ti potrai liberare di qualcosa solo dopo averla guardata direttamente in faccia. Così come l’unico modo per risolvere i problemi è con l’azione: se li rimandi o ti giri da un’altra parte, li stai solo procrastinando… e ingrandendo.

Con le emozioni, e con i fatti della vita in genere, a priori non esiste nulla di giusto e sbagliato, buono o cattivo. Sono semplicemente… emozioni; o fatti. Vivi quello che accade, senti quello che provi, ascolta, guarda i fatti nella loro semplicità, non attribuire un significato, non etichettare, non sentirti in obbligo di giudicare se è giusto o sbagliato. Impara ad agire, a trasformare, a incanalare le energie, a trasmutarle. Così facendo, stai imparando ad essere consapevole. La consapevolezza è una torcia che illumina l’oscurità: accendi la luce e semplicemente il buio scompare. La consapevolezza è la chiave universale.

Consapevolmente, senza pregiudizio, sei pronto ad entrare in te stesso, ed osservare la rabbia: dove sorge, come opera, come prende il sopravvento. Alla fine del percorso ti renderai conto che anche la rabbia, come molte altre emozioni, nasce per nascondere una paura. La rabbia è il velo dietro il quale puoi nasconderti. Di cosa hai davvero paura?

Delta e Cumulative Delta

Il prezzo denaro (in inglese bid price o semplicemente Bid), chiamato anche prezzo di domanda, è il massimo prezzo che un compratore è disposto a pagare per acquistare uno strumento finanziario. Questo significa che il prezzo Bid è il miglior prezzo a cui un investitore in possesso del suddetto strumento finanziario potrà venderlo sul mercato.

Il prezzo lettera (in inglese ask price o semplicemente Ask), chiamato anche prezzo di offerta, è il prezzo minimo che un venditore è disposto ad accettare per vendere uno strumento finanziario. Questo significa che il prezzo Ask è il prezzo minimo a cui l’investitore che compra potrà acquistare il suddetto strumento finanziario.

Perché avvenga uno scambio nei mercati, abbiamo bisogno di due parti: un compratore e un venditore. Il prezzo non diminuisce perché ci sono più acquirenti che venditori. Questo è impossibile, dato che per ogni acquirente deve esserci un venditore.

Il prezzo scende quando i venditori sono aggressivi e accettano il prezzo che i compratori propongono di volta in volta; prezzo che sarà sempre più basso: perché comprare a 10 se pensi che ci sia qualcuno che può offrire 9?

Il prezzo sale quando i compratori sono aggressivi e accettano il prezzo che i venditori propongono di volta in volta; Prezzo che sarà sempre più alto: perché vendere a 10 se pensi che ci sia qualcuno che può offrire 11?

In contrapposizione agli ordini aggressivi (ordini market) ci sono gli ordini passivi, cioè gli ordine di tipo limit.

Il Delta (Δ) rappresenta la differenza, per ogni livello di prezzo, tra il numero di contratti (o azioni) che i compratori aggressivi vanno ad eseguire a prezzi Ask e il numero di contratti (o azioni) che i venditori aggressivi vanno ad eseguire a prezzi Bid.

Delta = Contratti Buy Market – Contratti Sell Market

Se il Delta è positivo, abbiamo acquirenti più aggressivi, che stanno comandando il mercato, in quel momento e su quel livello di prezzo, con la loro forza rialzista; se il Delta è negativo, abbiamo venditori più aggressivi, che stanno comandando il mercato, in quel momento e su quel livello di prezzo, con la loro forza ribassista.

Delta positivo = acquirenti aggressivi

Delta negativo = venditori aggressivi

Il Cumulative Delta (CD) è la somma dei delta di una singola candela (sessione temporale, volumetrica, di range, ecc.). Il CD può essere rappresentanto in forma grafica come una linea o tramite candlestik: in questo caso assume il nome di Cumulative Delta Chart e rappresenta la somma progressiva dei CD a partire da un momento preciso; la sommatoria può essere resettata ad ogni nuova giornata di trading o secondo personali necessità di elaborazione ed interpretazione.

Interpretazioni

Lo studio del Cumulative Delta non può e non deve essere preso fine a sé stesso per individuare segnali di ingresso nel mercato. Tuttavia è di grande utilità per prendere decisioni di trading più consapevoli e come fattore decisionale aggiuntivo.

L’assunto di base è che il Cumulative Delta si muoverà generalmente con il prezzo e quando non lo fa, è tempo di prestare attenzione.

Tra le varie possibili interpretazioni, in questa sede, menziono solo la divergenza tra prezzo e Cumulative Delta, in singola candela. Per esempio, una candela ribassista con CD positivo, denota che i compratori sono stati più aggressivi dei venditori nonostante il prezzo sia sceso. Una prima interpretazione di questo fenomeno è che il mercato ha scambiato contratti su un livello di prezzo in cui gli ordini sell limit hanno completamente assorbito la forza rialzista. Esaurita questa forza, il prezzo dovrà scendere per mancanza di nuovi compratori. La discesa attesa potrebbe essere di piccola entità, ma se in questa fase si assiste ad un progressivo aumento della pressione in vendita, individuabile tramite livelli di Delta negativo in aumento, allora il ritracciamento sarà inevitabile. Ci tengo a precisare che questo setup così spiegato non è sufficiente a garantire elevate probabilità di successo, seppur sia molto significativo. Per renderlo completo e affidabile è necessario integrarlo con alcuni altri dettagli che spiego durante le sessioni di coaching individuale.

Grandi opportunità

Questa mattina è stata ricca di spunti sebbene la volatilità non sia stata delle più propizie. Pubblico alcuni trades eseguiti oggi. Ci tengo a precisare che i risultati che compaiono in questi screenshots non sono esattamente quelli conseguiti. Alcuni trades li ho chiusi anticipatamente rispetto al target e i due congiunti di FESX e DAX sono stati chiusi poco oltre la parità.

Campionato di trading: ottime performance e grandi soddisfazioni. 

Campionato di trading finito in posizione 27… su 1637. Un risultato soddisfacente, considerando il +42,23% fatto in un mese a fronte di un drawdown contenuto al 12,79%
Clicca qui per la classifica completa. La mia posizione è in seconda pagina. 

Questi risultati sono stati ottenuti esclusivamente con trading automatico utilizzando Expert Advisor su piattaforma MT4. È un’opportunità replicabile anche da altre persone. Per avere maggiori informazioni, visita il mio sito a questo link: http://www.tradingprofittevole.it/corso-di-trading-automatico.html

La stessa operatività è applicata su altri conti reali con risultati anche migliori! Molto presto pubblicherò i link per monitorare live questi conti.