La rabbia

La rabbia uccide. La rabbia consuma dentro. È l’inizio dell’autodistruzione.

La rabbia nasce dal fatto che IO voglio qualcosa e qualcuno mi impedisce di ottenerlo. O meglio, penso che qualcuno mi impedisca di ottenerlo. L’impossibilità di raggiungere il risultato può anche non dipendere da una persona specifica e il qualcuno potrebbe essere indefinito: il mercato, la burocrazia, ecc.; all’estremo opposto, se sono intriso di autocritica e di senso di responsabilità (o dovrei dire senso di colpa?), allora il qualcuno colpevole diventa Dio… o IO stesso. In mancanza di una persona “colpevole” del nostro insuccesso, Dio ed IO diventiamo i responsabili dell’insuccesso. Così la rabbia, il sentimento più distruttivo assieme all’odio, si ribalta contro Dio e contro me stesso. Tutta l’energia protesa a ottenere il risultato, si è trasformata appunto in rabbia e se non trova altre vie di sfogo, si canalizza contro l’elemento che riteniamo abbia distrutto la possibilità di realizzare il nostro desiderio. Il fine è di annientare l’elemento causa del fallimento e, se serve, distruggerlo anche fisicamente. Ed ecco che se penso di essere io stesso la causa, con i miei pensieri, stati d’animo, decisioni, azioni… allora sono io stesso a dover essere annientato e distrutto. È una forma di odio verso me stesso, odio verso la vita: l’incipit affinché il mio corpo si ribelli contro sé stesso, l’origine delle peggiori malattie autodistruttive, fisiche e psicologiche.

Pace, armonia, equilibrio sono le antitesi alla rabbia. Come svilupparle?

La via è nella consapevolezza, nell’osservazione: quindi, da dove nasce questa rabbia? Dove sto incanalando l’energia? Attenzione a non voler conoscere la rabbia solo per liberarsene: questo desiderio di liberazione, se fine a sé stesso, porta con sé una distinzione, una separazione. Si crea il dualismo che rabbia è male e assenza di rabbia è bene. È necessario andare oltre il dualismo: pace e rabbia convivono come due facce della stessa medaglia, dove la medaglia sono io. La rabbia è per sua natura un fenomeno reale e spontaneo, ma di breve durata: l’energia che fluisce l’ha provocata. Il vulcano ha bisogno di eruttare: la repressione, l’autocontrollo forsennato, lo sforzarsi di tenere dentro tutta quell’energia, fa solo aumentare la pressione; è la premessa per un esplosione dirompente. L’osservazione distaccata è sicuramente la via, ma ci si arriva per gradi: partire con essa pensando di padroneggiarla senza allenamento, equivale a tappare il cratere del vulcano. Se non sei capace di praticare l’osservazione distaccata, stai solo reprimendo le emozioni nell’inconscio.

Da dove iniziare quindi? Vivi ogni emozione che senti! Lascia andare la mente, abbandona lo sforzo di dover (o voler) controllare le emozioni, sia che le reputi positive che negative. Già questo è un giudizio, una separazione. Lasciati andare e fai uscire quel che senti. Solo così potrai riconoscere che questo sei Tu, che ti sei ritrovato in questo stato. Non giudicarti e non condannarti! La forza di queste emozioni si affievolirà da sola, spontaneamente: nessuna emozione dura in eterno. Siamo noi che ci attacchiamo ad essa e la ricreiamo con il nostro pensiero. Lo step successivo è quindi di evitare di alimentare con un circolo vizioso le emozioni. Come fare? Vivere le emozioni ed esprimerle non significa esternarle pubblicamente. Non ho detto di fare così. Se ti senti in collera, vivi questa emozione, ma vivila per conto tuo: piuttosto chiuditi in una stanza, picchia un cuscino, urla allo specchio; in ogni caso dev’essere qualcosa di totalmente privato, altrimenti non ci sarà mai fine. Se ti sfoghi con una persona e questa non è sufficientemente distaccata, crei un circolo vizioso. Le cose si muovono in cerchio, quello che dai ricevi, soprattutto a livello energetico. Ciò che serve è un’azione rapida e intensa in modo che l’energia possa sprigionarsi e dissiparsi: una passeggiata, una corsa, un allenamento… Trova la tua attività, la tua valvola di sfogo.

La tristezza è rabbia passiva e la rabbia è tristezza attiva. Se provi una, non provi l’altra: sono le due facce della stessa medaglia. Contemporaneamente, puoi provarne solo una delle due. Allenati a fluire dall’una all’altra. Così facendo ti abituerai a sperimentare la trascendenza, a diventare progressivamente il testimone imparziale, a osservare questi giochi e progressivamente ad andare al di là di entrambi. Se due energie opposte si equilibrano, allora si annullano. Questa è una delle leggi fondamentali delle energie interiori.

L’unico problema con le emozioni quali la tristezza, la rabbia, la disperazione, l’angoscia, l’ansia, l’infelicità è che te ne vuoi liberare anziché conviverci. Sono le sfide della vita: accettale! Ti potrai liberare di qualcosa solo dopo averla guardata direttamente in faccia. Così come l’unico modo per risolvere i problemi è con l’azione: se li rimandi o ti giri da un’altra parte, li stai solo procrastinando… e ingrandendo.

Con le emozioni, e con i fatti della vita in genere, a priori non esiste nulla di giusto e sbagliato, buono o cattivo. Sono semplicemente… emozioni; o fatti. Vivi quello che accade, senti quello che provi, ascolta, guarda i fatti nella loro semplicità, non attribuire un significato, non etichettare, non sentirti in obbligo di giudicare se è giusto o sbagliato. Impara ad agire, a trasformare, a incanalare le energie, a trasmutarle. Così facendo, stai imparando ad essere consapevole. La consapevolezza è una torcia che illumina l’oscurità: accendi la luce e semplicemente il buio scompare. La consapevolezza è la chiave universale.

Consapevolmente, senza pregiudizio, sei pronto ad entrare in te stesso, ed osservare la rabbia: dove sorge, come opera, come prende il sopravvento. Alla fine del percorso ti renderai conto che anche la rabbia, come molte altre emozioni, nasce per nascondere una paura. La rabbia è il velo dietro il quale puoi nasconderti. Di cosa hai davvero paura?

Info TradingProfittevole
Mi chiamo Luca Novello. Mi sono laureato in Economia Aziendale nel 2001 all’università Ca’ Foscari di Venezia. Studio i Mercati Finanziari dal 1998 e dall’anno successivo ho iniziato ad effettuare le prime operazioni in Borsa sulle azioni del mercato italiano. Terminata l’università, ho maturato un’esperienza professionale come Controller, continuando parallelamente gli studi in ambito finanziario. Ho frequentato corsi di formazione e lavorato assieme con alcuni noti trader italiani e americani, acquisendo una buona conoscenza in molti ambiti necessari al trading. In particolare, ho appreso l’analisi tecnica, il money e risk management, le caratteristiche e il funzionamento dei vari strumenti finanziari, dei mercati in cui essi sono negoziati e dei meccanismi (a volte chiamati segreti) sottostanti. Ho sempre coltivato il sogno di diventare un trader di professione, affascinato dalle opportunità che questo lavoro può offrire. Il passo decisivo l’ho compiuto nel 2006, quando, dopo anni di trading part time, sono diventato un trader full time. Attualmente lavoro utilizzando sia Expert Advisor per trading automatico che approcci di tipo discrezionale (entrambi di mia ideazione); tra gli strumenti finanziari, prediligo le valute (Forex), i futures (EUREX e CME) e, in minor misura, le azioni. Nel 2009 ho deciso di creare il sito TradingProfittevole. Tramite questo sito offro alcuni servizi, principalmente di formazione, che consentono ad un trader, o aspirante tale, un notevole risparmio di tempo nel raggiungimento dei propri obiettivi. Uno dei problemi più grandi che riscontro in questo lavoro è, infatti, la moltitudine di informazioni e conoscenze divulgate, spesso di scarsa qualità, e comunque difficilmente coordinabili e applicabili per la creazione di un piano di trading efficace. Il mio obiettivo è quindi di aiutare i traders a realizzare profitti costanti dall’attività nei mercati finanziari al fine di ottenere una crescita reale del proprio capitale. Per raggiungere questo scopo fornisco alcuni strumenti, conoscenze, chiavi di lettura che consentono di eliminare gli errori di fondo in modo da garantirsi un vantaggio competitivo nel mercato. Non esiste un metodo perfetto e non esiste un approccio univoco ai mercati. Il mio approccio è di tipo tecnico: studio pertanto i grafici piuttosto che i bilanci delle aziende o i dati macroeconomici. Tuttavia, se penso all’analisi tecnica tradizionale, la domanda che mi pongo è: com’è possibile guadagnare col trading prendendo decisioni basate sui grafici e osservare solo il prezzo che questi ci mostrano? Un grafico di borsa ha tre componenti: prezzo (asse verticale), tempo (asse orizzontale) e volumi (diciamo… la terza dimensione) Partendo da qui, l’approccio utilizzato non si limita allo studio della pura e semplice azione del prezzo (price action), ritenuta ormai insufficiente a garantire un vantaggio rispetto all’operatività degli investitori professionisti (fondi di investimento, banche d’affari, ecc.); è necessario combattere ad armi pari e pertanto ritengo di fondamentale importanza integrare la price action con lo studio del tempo (analisi ciclica) e dei volumi (flussi di liquidità).

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