GAP: cosa significa?

Il future DJ EuroStoxx 50 ha realizzato 3 aperture in gap su 6 sedute di contrattazione: si veda il grafico seguente.


Il gap in apertura avviene quando l’apertura del giorno (o della candela nel time frame considerato) è posizionata ad un livello di prezzo superiore al massimo del giorno prima (gap up) o inferiore al minimo del giorno prima (gap down).
Un gap down dopo un trend ribassista indica generalmente le ultime forti pressioni in vendita da parte della massa motivata dalla paura. Di solito presagisce la fine del ribasso. Sempre la massa forma i gap up in cima ai trend rialzisti: in questa caso domina l’avidità, in quanto vuole quello strumento finanziario a qualunque prezzo. Di solito presagisce la fine del rialzo.
Un esempio di gap down come descritto è quello del 13/07/09. Un esempio di gap up come descritto non è sicuramente quello del giorno 15/07/09: troppo vicino ai minimi e alla nuova spinta rialzista. Più verosimilmente è quello del 20/07/09. Non è una configurazione perfetta, in quanto non si è verificata oltre il massimo del precedente swing rialzista, ma se aggiungiamo il fatto che la seduta del 20 ha formato un “quasi” Hanging man, si può iniziare a vedere la possibilità di una discesa.
L’elemento fondamentale per prendere una posizione deriva dall’osservazione del reale movimento di mercato che si forma nell’intraday: a priori si possono solo commettere errori ed essere prede di chi muove il mercato! Per questo, ciò che dice la teoria deve essere sempre confermato dalla pratica.

Info TradingProfittevole
Mi chiamo Luca Novello. Mi sono laureato in Economia Aziendale nel 2001 all’università Ca’ Foscari di Venezia. Studio i Mercati Finanziari dal 1998 e dall’anno successivo ho iniziato ad effettuare le prime operazioni in Borsa sulle azioni del mercato italiano. Terminata l’università, ho maturato un’esperienza professionale come Controller, continuando parallelamente gli studi in ambito finanziario. Ho frequentato corsi di formazione e lavorato assieme con alcuni noti trader italiani e americani, acquisendo una buona conoscenza in molti ambiti necessari al trading. In particolare, ho appreso l’analisi tecnica, il money e risk management, le caratteristiche e il funzionamento dei vari strumenti finanziari, dei mercati in cui essi sono negoziati e dei meccanismi (a volte chiamati segreti) sottostanti. Ho sempre coltivato il sogno di diventare un trader di professione, affascinato dalle opportunità che questo lavoro può offrire. Il passo decisivo l’ho compiuto nel 2006, quando, dopo anni di trading part time, sono diventato un trader full time. Attualmente lavoro utilizzando sia Expert Advisor per trading automatico che approcci di tipo discrezionale (entrambi di mia ideazione); tra gli strumenti finanziari, prediligo le valute (Forex), i futures (EUREX e CME) e, in minor misura, le azioni. Nel 2009 ho deciso di creare il sito TradingProfittevole. Tramite questo sito offro alcuni servizi, principalmente di formazione, che consentono ad un trader, o aspirante tale, un notevole risparmio di tempo nel raggiungimento dei propri obiettivi. Uno dei problemi più grandi che riscontro in questo lavoro è, infatti, la moltitudine di informazioni e conoscenze divulgate, spesso di scarsa qualità, e comunque difficilmente coordinabili e applicabili per la creazione di un piano di trading efficace. Il mio obiettivo è quindi di aiutare i traders a realizzare profitti costanti dall’attività nei mercati finanziari al fine di ottenere una crescita reale del proprio capitale. Per raggiungere questo scopo fornisco alcuni strumenti, conoscenze, chiavi di lettura che consentono di eliminare gli errori di fondo in modo da garantirsi un vantaggio competitivo nel mercato. Non esiste un metodo perfetto e non esiste un approccio univoco ai mercati. Il mio approccio è di tipo tecnico: studio pertanto i grafici piuttosto che i bilanci delle aziende o i dati macroeconomici. Tuttavia, se penso all’analisi tecnica tradizionale, la domanda che mi pongo è: com’è possibile guadagnare col trading prendendo decisioni basate sui grafici e osservare solo il prezzo che questi ci mostrano? Un grafico di borsa ha tre componenti: prezzo (asse verticale), tempo (asse orizzontale) e volumi (diciamo… la terza dimensione) Partendo da qui, l’approccio utilizzato non si limita allo studio della pura e semplice azione del prezzo (price action), ritenuta ormai insufficiente a garantire un vantaggio rispetto all’operatività degli investitori professionisti (fondi di investimento, banche d’affari, ecc.); è necessario combattere ad armi pari e pertanto ritengo di fondamentale importanza integrare la price action con lo studio del tempo (analisi ciclica) e dei volumi (flussi di liquidità).

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